Il private banking è il ponte ideale fra il risparmio degli italiani e le piccole e medie imprese. Un ponte, però, ancora poco trafficato, sebbene i numeri e le evidenze empiriche dicano che dovrebbe registrare flussi di capitali molto corposi, coinvolgendo un risparmiatore retail evoluto e gli investitori istituzionali, come assicurazioni, fondi pensione e casse previdenziali.

Marco Avanzo-Barbieri

E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Politecnico di Milano e presentata dall’Aipb (Associazione Italiana Private Banking) nel corso della conferenza promossa in collaborazione con Neuberger Berman dal titolo “Il contributo del private banking nella crescita degli investimenti in pmi”.

L’anaisi è stata illustrata da Vincenzo Butticé, assistant professor al Politecnico di Milano (dipartimento di management, economia e ingegneria gestionale).

Gli investimenti del private banking funzionano




Tra il 2015 e il 2019, ha spiegato Butticé, i fondi di investimento alternativi (Fia) hanno realizzato 2.032 deal. Di questi, 242 sono stati selezionati dal private banking, con una focalizzazione sulle pmi (82% delle operazioni). L’impatto sulle aziende è stato molto positivo: le imprese finanziate dai Fia entrate nei portafogli di investimento del private banking hanno registrato a tre anni dai deal una crescita dei ricavi del 240% in più e un incremento dei dipendenti superiore del 150% rispetto al campione di controllo composto da pmi simili per settore economico e dimensione, ma che non sono state oggetto di alcun deal da parte di Fia

Complessivamente, i Fia collocati dal private banking sono stati coinvolti nel 9% dei deals in equity, in cui il target era una pmi, per un volume complessivo di capitale di rischio pari al 7,5% del totale investito dai fondi di investimento alternativo. Allo stesso modo, i Fia selezionati dagli operatori private hanno sottoscritto il 12,8% del totale del capitale di debito disponibile per le pmi attraverso fondi di investimento alternativo.

Butticé definisce l’analisi “una conferma rispetto al ruolo che il private banking ricopre e, potrà ricoprire, attraverso investimenti in Fia. Secondo il professore del Politecnico, “i clienti private possono rappresentare un importante bacino di risorse per sostenere il rilancio dell’economia nazionale, che dovrà seguire la pandemia Covid-19. Gli obiettivi ambiziosi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) richiederanno uno sforzo coordinato da parte di tutti gli attori del sistema economico, al fine di promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica”.


Manca la categoria intermedia fra investitore professionale e retail

Antonella Massari (nella foto di copertina), segretario generale di Aipb, ha sottolineato come ci sia “una domanda potenziale insoddisfatta di Fia non riservati collocabili a una clientela non professionale che possiede portafogli medi finanziari di 1,7 milioni di euro, per un valore totale di asset pari ad almeno 960 miliardi di euro“.

Secondo Massari, “sarebbe importante accelerare la creazione di una definizione armonizzata a livello europeo della categoria intermedia di investitori semi professionali coerente con la clientela del private banking. Siamo consapevoli come sia in atto, proprio in questo momento, una partita europea nella quale l’Italia può giocare un ruolo di primo piano per favorire una migliore allocazione delle risorse, intervenendo proattivamente nel processo di revisione delle direttive europee per facilitare l’indirizzo della liquidità privata verso opportunità di investimento alternative che agiscano da moltiplicatore, affinché ciascuno possa dare a pieno un proprio contributo, accompagnando lo sforzo messo in campo dal Next generation EU”.

Marco Avanzo Barbieri (nella foto in pagina), head of client group-Italy di Neuberger Berman, ha posto l’accento sul fatto che “i patrimoni privati vanno configurandosi come una leva indispensabile per una crescita di lungo periodo. Neuberger Berman è un investitore di tipo finanziario, quindi ha il ruolo di facilitare la trasmissione dei patrimoni privati all’economia reale. Lo facciamo come investitore diretto in società non quotate o per il tramite dei migliori gestori di private equity al mondo. Non basta avere questo ruolo di connettore tra risparmi ed economia reale, occorre anche avere esperienza, disciplina e conoscenza per convogliare le risorse alle imprese più meritevoli ed al fianco dei migliori gestori specializzati per area geografica, settore o stadio di crescita dell’azienda”.

Avanzo Barbieri ha notato che “sta diventando la valutazione dell’investimento sotto una lente di sostenibilità, sociale e ambientale, non solo da un punto di vista etico, ma come uno dei principali indicatori di rendimenti futuri. Gli investitori in mercati privati, rappresentando spesso una partecipazione molto qualificata nelle aziende che vanno ad acquisire, in questo senso hanno una ben più forte possibilità di stimolare il cambiamento in azienda, rispetto ad investitori in mercati pubblici che rappresentano solitamente una piccola percentuale del capitale.

Avanzo Barbieri ha ricordato che “dal 2010 al 2015 le transazioni di private equity sono avvenute a un multiplo medio pari a 10 volte l’ebitda, mentre nel 2020 siamo arrivati a 16 volte”. Considerando che il costo del debito tenderà a salire, i fondi non possono agire sulla leva finanziaria per creare valore. Di conseguenza, gli investimenti di private equity devono essere molto, molto selettivi, concentrarsi sui settori e sulle aziende con maggiori prospettive di crescita della marginalità.

Le istituzioni: incentivare la destinazione del risparmio all’ec0nomia reale




Alla conferenza ha partecipato anche Massimo Ungaro, membro della VI commissione finanze della Camera, che ha sottolineato il “grande paradosso” della necessità di canalizzare il risparmio verso l’economia reale, ma i soldi degli italiani restano bloccati sui conti correnti e le aziende sono a corto di liquidità. Ungaro ha parlato della necessità di “sostenere l’educazione finanziaria, garantire la trasparenza. accentuare la diversificazione degli investimenti delle famiglie, aumentare la resilienza degli investimenti. Lo Stato deve incentivare la canalizzazione del risparmio verso l’economia reale, come è stato fatto con Pir ed Eltif.

Stefano Cappiello, dirigente del ministero dell’Economia e delle Finanze, si è soffermato sull’impatto del Pnrr, in particolare riguardo ai fondi destinati alla transizione ecologica.

Renato Miraglia, responsabile private banking Italy di UniCredit, infine, è tornato sul tema già sollevato da Massari della riclassificazione degli investitori per “ampliare la categoria dei clienti, rivedendo il regolamento per classificare come professionali” i tipici clienti del private banking.

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