Duecentonovanta dollari per azione. Per un’operazione del valore complessivo di 3,9 miliardi di euro. Così Prysmian stipula un accordo di fusione in base al quale acquisirà Encore Wire, società quotata al Nasdaq e attiva nella produzione di una vasta gamma di cavi elettrici in rame ed alluminio per la produzione e distribuzione di energia. Il prezzo per azione rappresenta un premio di circa il 20% rispetto alla media ponderata a 30 giorni alla data di venerdì scorso, e il 29% rispetto alla media ponderata a 90 giorni alla stessa data di riferimento e un premio dell’11% rispetto alla chiusura del titolo di venerdì. I 3,9 miliardi di euro rappresentano un multiplo di 8,2x Ev/2023a Ebitda e 6,3x Ev/2023a Ebitda, includendo la stima delle sinergie a regime.

Un’operazione che giunge a sorpresa: l’ anno scorso l’azienda italiana aveva dichiarato di essere focalizzata sulla crescita organica, con la possibilità di effettuare solo acquisizioni “bolt-on” in specifici segmenti di mercato o aree geografiche, utilizzando una cassaforte di circa 1,1 miliardi di euro.

Strategie e obiettivi di Prysmian

Tornando all’acquisizione, approvata all’unanimità dai Cda delle due compagnie e raccomandata ai propri azionisti del consiglio di amministrazione di Encore Wire,  il closing è previsto nel secondo semestre del 2024. Prysmian si aspetta di mantenere una significativa presenza presso il sito a modello unico ed integrato di Encore Wire, localizzato a McKinney, in Texas.

Prysmian stima che, post integrazione, il gruppo sarà in grado di generare circa 140 milioni di euro di sinergie a regime e al lordo degli effetti fiscali, entro quattro anni dal perfezionamento dell’operazione. I costi straordinari di integrazione sono stimati pari a circa 1,2-1,3x le sinergie a regime e al lordo degli effetti fiscali. Per gli azionisti di Prysmian si prevede che l’acquisizione porti a una crescita del 30% dal punto di vista di utile per azione includendo l’impatto delle sinergie a regime, e 20% senza considerare l’impatto delle sinergie.

Dettagli e commento sulla modalità dell’operazione

La transazione verrà finanziata attraverso un mix di cassa disponibile (1,1 miliardi) e nuovo debito (3,4 miliardi). La posizione finanziaria netta pro-forma post acquisizione sarà pari a circa 5,1 miliardi. Grazie alla forte generazione di cassa del gruppo combinato, ulteriormente accelerata dalle sinergie generate, Prysmian beneficerà di una rapida riduzione della leva finanziaria e prevede di ritornare, entro il 2027, a un leverage ratio simile al livello di dicembre 2023. Il perfezionamento dell’operazione e’ previsto per il secondo semestre del 2024.

“Grazie a questa acquisizione, Prysmian accrescerà la propria presenza in Nord America, migliorando il proprio portafoglio e il mix geografico”, ha detto il Coo e Ceo designato Massimo Battaini, la cui nomina sarà ufficializzata all’assemblea degli azionisti del gruppo giovedì, ereditando il ruolo da Valerio Battista, alla guida di Prysmian fin dalla sua creazione nel 2005, dopo uno spin-off dal gruppo Pirelli. Da allora ha effettuato due grandi acquisizioni, l’olandese Draka nel 2011 e la statunitense General Cable nel 2018.

Reazione del mercato e numeri della società

Prysmian parte subito in rally e segna un +4% nella prima ora di contrattazioni, risultando il miglior titolo del Ftse Mib e toccando quota 50,92 euro ad azione, nuovo massimo storico per un trend rialzista nel breve (+27% nel 2024) e nel medio lungo termine (+280% dal 2020).

Encore Wire, che produce un’ampia gamma di fili e cavi elettrici in rame e alluminio, fornendo soluzioni per la generazione e la distribuzione di energia, lo scorso anno ha registrato un ricavi di circa 2,6 miliardi di dollari, con un Ebitda di 517 milioni di dollari. Prysmian ha registrato un ricavi di 15,4 miliardi di euro e un Ebitda rettificato di 1,6 miliardi di euro.

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