La startup torinese Reefilla ha annunciato la chiusura dei un round di finanziamento pre-seed del valore di 1 milione di euro.

L’operazione è stata guidata da Motor Valley Accelerator, il programma di accelerazione dedicato a startup che sviluppano soluzioni in ambito automotive, nato su iniziativa di Cdp Venture Capital Sgr. Figurano poi tra gli investitori Unicredit, Fondazione di Modena, Crit e Plug and Play, A11 Ventures, Marvik Investimenti e flyElectric parte di flyRen Energy Group.

Alle società elencate in precedenza si aggiungono due club deal, composti da un gruppo di investitori privati italiani ed internazionali come Reetrust, promosso da Nash Advisory e Wetrust, oltre a una compagine di business angel coordinata da Stefano Mezzadri, advisor, manager e investitore internazionale.

Reefilla punta su mobile e predittività

Reefilla, attualmente incubata presso l’Incubatore I3P del Politecnico di Torino, ha ideato e realizzato un servizio di ricarica per veicoli elettrici “mobile e predittivo”, con il fine di creare un’alternativa flessibile e complementare alle tradizionali “colonnine” di ricarica.

I fondatori di Reefilla

Il servizio poggia su tre pilastri fondamentali: un dispositivo di ricarica mobile basato su batterie intercambiabili, una piattaforma digitale connessa con le auto tramite intelligenza artificiale che riesce a prevedere il fabbisogno energetico del veicolo in funzione dello stile di guida e delle abitudini del guidatore e un’organizzazione logistica che consente di raggiungere i veicoli nei vari punti della città.  Grazie a Reefilla è infatti possibile comunicare la posizione dell’auto così da delegare l’avvio della ricarica in maniera contactless.

Si ricorda che Reefilla è nata nell’aprile del 2021 da un’idea di Marco Bevilacqua, Pietro Balda e Gabriele Bergoglio. Con un passato manageriale di più di dieci anni nell’industria automotive, i tre hanno maturato la volontà di immaginare un paradigma nuovo nel contesto della rivoluzione della mobilità sostenibile.

Gli advisor

Gli aspetti notarili e legali dell’operazione sono stati seguiti dalla sede torinese dello studio LeadingLaw.

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