Un colpo alla botte e uno al cerchio. Potrebbe essere questa la fotografia che nelle ultime ore sta emergendo sullo stato dell’arte dossier della rete unica a cui il governo sta lavorando da (ormai troppo) tempo.

Ad arricchire il quadro, già di per se abbastanza complesso, sono state le parole di Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio a cui la premier Giorgia Meloni ha affidato le deleghe per la rete unica, che ha bollato come “pura fantasia” l’idea che la Cdp possa lanciare un’Opa totalitaria su Tim.

Parole che decretano la fine del Piano Minerva, messo a punto la scorsa estate dallo stesso Butti, e che aveva al centro il lancio di un’Offerta Pubblica  attraverso cui la Cassa avrebbe preso il controllo di Tim.  Successivamente si sarebbe proceduto con la vendita degli asset commerciali per ridurre il debito. In questo modo la società guidata da Pietro Labriola, sarebbe diventato un operatore “wholesale only” come vorrebbero il governo e Bruxelles. Vivendi e Kkr (attuali soci di Tim) potrebbero rimanere con una quota di minoranza; stessa cosa per quanto riguarda Macquaire, attraverso il conferimento di Open Fiber di cui possiede il 40%.

Butti non si è sbilanciato su una ipotetica Opa parziale, limitandosi a dire che su questa ipotesi “gli strumenti evidentemente saranno individuati. Ma”, ha aggiunto, “quando leggo di Opa totalitaria, dico nessuno ne ha mai parlato, questo mi sembra abbastanza evidente”.

Il Memorandum of Understanding

Parlando poi del MoU per la rete unica firmato a maggio (poi modificato ad ottobre) che scadeva proprio oggi, Butti ritiene che il memorandum “non si è afflosciato per il volere del governo, ma perché mancavano le condizioni economiche. Il governo ha posto una serie di domande sul valore della rete, qualcuno dice 31 miliardi di euro, qualcuno 24, qualcuno 15 miliardi. Allora chi fa il valore? Lo fa advisor, lo fanno azionisti? Se lo fanno azionisti, lo dico agli amici della stampa, allora facciamo 100!”.

L’intenzione, ha proseguito, è capire “se quel progetto aveva o meno il consenso dell’Europa: si apre il tema della verticalità di una azienda che viene ad impattare sulle competenze e sugli obiettivi dell’Europa. E l’Europa è stata abbastanza chiara”.

Nel confermare quanto anticipato da Dealflower, e cioà che a Butti sono state assegnate le deleghe per la gestione del progetto della rete unica e al ministro Adolfo Urso quelle relative alle tlc e alle imprese, il sottosegretario ha sottolineato di avere avuto mandato dall’esecutivo “per affrontare la questione in pochissimo tempo. Noi vogliamo capire se dobbiamo fare una operazione così importante strategicamente; vogliamo farlo capendo le cose”.

Di rete unica se ne parla dal 2006, “il famoso piano Rovati”, ha ricordato Butti. “Siamo nel 2022 e ancora parliamo di rete unica. Evidentemente qualcosa non funziona. Da allora quattro pazzi, come me, hanno iniziato a parlare di rete unica pubblica: erano tutti contrari. Ora sono tutti d’accordo. L’obiettivo è la rete unica pubblica, più wholesale only”.

Intanto questa mattina in una nota Cdp, Macquaire e Open Fiber hanno fatto sapere di ritenere “opportuno soprassedere alle scadenze previste dal Memorandum of Understanding relativo al progetto di integrazione tra le reti di Tim e Open Fiber sottoscritto in data 29 maggio 2022 anche con Tim e Kkr, e manifestano sin d’ora piena disponibilità a partecipare al suddetto tavolo di lavoro”.

Di fatto è stato ufficialmente archiviato anche il MoU siglato a maggio in cui si illustrava l’offerta (non vincolante) per l’integrazione tra le reti Tim e Open Fiber per un’unica rete e che doveva diventare un’offerta formale entro il 30 novembre.

Tim sprofonda in Borsa

Le parole di Butti hanno impattato sul titolo a Piazza Affari, facendolo crollare fino a 0,2 euro ad azione, ai minimi del mese. All’apertura di Wall Street Tim perde oltre il 5% come non accadeva da metà settembre ed è la peggiore blue chip del Ftse Mib. In avvio, il titolo era partito con un guadagno dello 0,6%, in linea con l’andamento dell’indice milanese. Se i mercati americani dovessero avviare gli scambi al ribasso, Tim potrebbe anche rompere la soglia psicologica di 0,2 euro ad azione e crollare ulteriormente verso area 0,1940.


Fonte: Borsa Italiana

 

Lascia un commento

Related Post