Prosit rileva il 100 % di Casa Vinicola Caldirola, realtà italiana specializzata in prodotti vinicoli di fascia premium, proseguendo nel suo percorso di espansione e portando così il fatturato complessivo del gruppo a 85 milioni di euro.

Gli attuali azionisti di riferimento, i Tosanotti (con il 75%) e i Gaggino (con il 25%), cedono così il 100% delle quote, comprensive di stabilimento, impianti, marchi, magazzino, personale, contratti e licenze, mentre l’attuale direttore generale, Olga Tosanotti, rimarrà all’interno del gruppo.

Si tratta del sesto investimento di Prosit – di cui il ceo è Sergio Dagnino (nella foto) – che punta ad affermarsi come player di riferimento italiano nel segmento wine. In portafoglio ha, infatti, altre quattro cantine: la pugliese Torrevento, l’abruzzese Nestore Bosco, la veneta Collalbrigo e la toscana Cantina Montalcino. A cui si affianca l’entrata nel capitale di Votto Vines, realtà americana che importa, commercializza e distribuisce diverse tipologie di vino provenienti da tutto il mondo, in particolare dall’Italia.

I player

Fondata da Sergio Dagnino, Prosit è una delle realtà in portafoglio di Made in Italy Fund, il fondo di private equity promosso e gestito da Quadrivio & Pambianco che investe nelle eccellenze del made in Italy attive nei settori del fashion, del design, del beauty e del food&wine. Prosit lavora alla creazione di un polo di cantine italiane di fascia premium, promuovendone l’esportazione in tutto il mondo.

Fondata nel 1897 da Ferdinando Caldirola, Casa Vinicola Caldirola offre un’ampia gamma di vini: fermi, mossi, frizzanti, bio; prodotti riconducibili alle differenti denominazioni (Doc, Docg e Igt) e provenienti da tutte le regioni italiane. L’azienda, con oltre 50 dipendenti, ha il suo headquarter a Missaglia – in provincia di Lecco. Qui si svolge l’intero processo produttivo: gli impianti sono altamente tecnologici e automatizzati, in ottica di una distribuzione sempre più efficiente e orientata al segmento Gdo.

I fornitori di Caldirola sono rappresentati da cantine sociali regionali oltre che da una cantina detenuta in Piemonte dagli attuali azionisti. Tra tutti i brand proposti, il principale è senza dubbio La Cacciatora, venduto in Italia ed esportato anche all’estero, che propone tutte le tipologie di vino offerte.

Casa Vinicola Caldirola esporta il suo vino a livello internazionale: nel 2021 la società ha chiuso il bilancio con un fatturato di 40,3 milioni di euro e un Ebitda di circa 2,2 milioni di euro. L’azienda serve per il 60% il mercato italiano; per il restante 40% esporta in oltre 60 Paesi. I maggiori importatori attuali sono: Spagna, Francia, Germania e Cina.

Gli advisor

Nell’ambito dell’operazione Prosit si è avvalsa, in qualità di advisors, del supporto di Stout MB & Associati, con il partner Simone Bassanini, e Finerre, con Ermanno Restano.

Gli aspetti legali sono stati affidati allo studio Dla Piper, con con un team multi-disciplinare guidato dal partner Danilo Surdi. Il professionista coadiuvato dall’avvocato Federico Roviglio, si è occupato di tutti gli aspetti contrattuali, negoziali e di diritto societario dell’operazione. La due diligence legale è stata coordinata dall’avvocata Giulia Fioramonti. Il partner Federico Strada, con il supporto dell’avvocato Stefano Petri, si è occupato degli aspetti di diritto del lavoro mentre il partner Roberto Valenti, con il supporto di Federico Maria Di Vizio, ha curato gli aspetti ip.

Deloitte ha invece svolto il ruolo di auditor, con Alberto Guerzoni.

I soci di Casa Vinicola Caldirola sono stati assistiti dal socio Paolo Fabris de Fabris e da Barbara Berruto dello studio legale Benessia Jorio.

Infine, il notaio Luigi Tinti dello studio notarile Notai Vrct di Bologna ha curato gli aspetti notarili dell’operazione.

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