Snam ha sottoscritto un accordo con Asja Ambiente Italia per l’acquisizione di un portafoglio di impianti e progetti di sviluppo nel settore del trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e produzione di biometano. Il deal ha un enterprise value di circa 100 milioni di euro.

Paolo Roncati

L’acquisizione, si legge in un comunicato della società guidata da Marco Alverà (nella foto di copertina), viene effettuata attraverso la controllata Snam4Environment, attiva nel settore del biometano e dell’economia circolare.

Il deal

L’operazione riguarda, nella prima fase, l’acquisizione di quattro società, detentrici di altrettanti impianti in esercizio di recente costruzione, con previsione di vita utile di circa vent’anni, situati in Liguria, Lazio e Umbria. E l’ingresso in una società titolare di un impianto in costruzione e di uno in sviluppo in Sicilia. Gli impianti hanno una capacità totale di circa 8,5 megawatt, di cui 6 megawatt in esercizio.

L’accordo, inoltre, prevede che Snam, al verificarsi di certe condizioni, rilevi nel tempo da Asja ulteriori cinque società, proprietarie di altrettanti impianti, dalla capacità totale di circa 16 megawatt, due dei quali in costruzione in Piemonte e Lombardia, e tre in via di autorizzazione in Sicilia.

Il perfezionamento dell’operazione avverrà nel corso dei prossimi cinque anni, in relazione allo stato di sviluppo dei diversi progetti. La costruzione sarà a cura di Asja. L’accordo riguarda anche il personale specializzato nella gestione operativa e nella supervisione degli impianti.

Il biometano è una fonte di energia rinnovabile e programmabile, che si ottiene da biomasse agricole (colture dedicate, sottoprodotti e scarti agricoli e deiezioni animali), agroindustriali (scarti della lavorazione della filiera alimentare) e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, valorizzando l’economia circolare. Il biometano può essere trasportato su lunghe distanze, utilizzando le infrastrutture gas esistenti.

Gli advisor

Rothschild & Co ha assistito Snam nell’operazione, con un team composto da Alessandro Bertolini Clerici (global partner e head of energy & power Italy), Marco Ricciotti (director), Simona De Dominicis (associate) e Stefano Selva (senior analyst).

Deutsche Bank ha svolto il ruolo di financial advisor del venditore. L’operazione è stata seguita dal team di corporate advisory della Bank for Entrepreneurs, guidato da Paolo Roncati (nella foto in pagina).

Snam è stata assistita da Grimaldi che ha agito con un team guidato dall’avvocato Sergio Massimiliano Sambri insieme a Matteo Trabacchin, unitamente agli avvocati Giovanni Bocciardo, Dario Matrecano e Sara Marini per i profili m&a, Amalia Muollo, Maurizio Mengassini, Chiara Paganelli, Isabella Raso e Claudio Fiorini per le questioni di diritto amministrativo, Alberto Testi e Francesca Ferrando per i profili giuslavoristici e Daniela Fioretti per i profili antitrust e golden power. La squadra ha affiancato il team in house composto dagli avvocati Umberto Baldi, Gloria Bertini e Letizia Giampieri.

Protos ha analizzato i profili tecnici dell’operazione.

Asja è stata assistita da BonelliErede con un team guidato dall’avvocato Gianfranco Veneziano e composto dagli avvocati Elena Guizzetti, Elettra Gaspari e Raffaele Cassano, per gli aspetti di diritto amministrativo, che hanno affiancato il team in house coordinato dall’avvocato Tommaso Cassata (ceo di Asja) e composto dagli avvocati Sara Catapano e Giovanni Giustiniani.

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