Il ritorno delle spac dall’estero. Dopo il boom tra il 2016-2017, le spac in Italia sono andate scemando. Ma ora dagli Usa il vento delle special purpose acquistion companies sta tornando. E gli italiani non perdono l’occasione

 

 

A vedere i primi dieci anni di vita del mercato italiano delle spac (acronimo di special purpose acquisition companies), cioè veicoli quotati che consentono di portare in Borsa le aziende, soprattutto pmi, con cui si fondono, sembrerebbe quasi di trovarci davanti a una meteora. Nel mercato post-pandemia, il vento delle spac sta soffiando di nuovo dall’estero sulla penisola. E i professionisti italiani hanno già issato le vele.

Dieci anni

Partiamo dall’inizio. Dopo un primo periodo di lancio tra il 2011 e il 2014, il picco delle spac è avvenuto tra il 2016 e il 2018, quando sembrava che ogni professionista – banker, avvocati, uomini d’affari – si stesse lanciando in questo business fiorente e considerato indicato per il mercato italiano pullulante di pmi. Sono state 31 tra spac e prebooking companies quelle avviate nel decennio e quotate su Borsa Italiana, che hanno raccolto quasi 4 miliardi di euro. Di queste, dieci sono nate nel 2017, tra cui la Space 4, quarto veicolo del gruppo guidato da Roberto Italia che raccolse la cifra record di 500 milioni di euro e quotò in Borsa il gioiello Guala Closure, realtà che produce chiusure in alluminio per il food & beverage, poi finito nel mirino di Investindustrial (che nel 2020 ha lanciò senza successo un’opa).

L’anno dopo, nel 2018, il tetto della raccolta fu sfondato da Corrado Passera, che con la sua Spax raccolse 600 milioni di euro, acquisendo Banca Interprovinciale e dando vita alla challenger bank illimity. Da lì, però, il fenomeno ha iniziato a sgonfiarsi. Alcune delle iniziative lanciate hanno fatto fatica a concludere la business combination con l’azienda target, come ad esempio la spac dell’health Life Care Capital o IdeaMi di Intesa Sanpaolo e Dea Capital, o non l’hanno proprio trovata, come Ve1 di Palladio. Fatto sta che nel 2019 è stata lanciata una sola spac, Gear1, poi fusa con Comer Industries.

 

Boom Usa

Finito qui il sogno spac tricolore? Non proprio. Perché ora negli Stati Uniti questi veicoli sono tornati di moda e anche tanti italiani stanno cavalcando l’onda che arriva da oltre oceano. Negli Usa nel 2020, riporta Statista, sono state promosse 248 Spac che hanno raccolto 83 miliardi di dollari mentre tra gennaio e marzo di quest’anno altre 296 spac che hanno superato la raccolta dell’anno precedente a 97 miliardi. Per capire la portata del fenomeno, dal 2010 al 2019 negli Usa ne sono state promosse 40-50 l’anno con una raccolta media poco sopra ai 10 miliardi (13 nel 2019).

Italians spac it better

Ritorno delle spac e italiani all’estero, dunque. I primi a fiutare il ritorno delle spac sono stati Luca Giacometti (nella foto) – tra i primi promotori seriale di spac in Italia -, Alberto Recchi e Alberto Pontonio che nel 2019 hanno quotato al NYSE la Galileo Acquisition Corp raccogliendo 138 milioni di dollari e portando a casa la business combination con Shapeways, azienda attiva nelle stampe 3D. Lo stesso trio ha poi quotato, nel 2020, Americas Technology Acquisition raccogliendo 115 milioni.

Anche Andrea Bonomi, con la sua Investindustrial, ha quotato al NYSE la spac Investindustrial Acquisition Corp – guidata dal banker di lungo corso Sergio Ermotti – raccogliendo 402,5 milioni di dollari mentre Andrea Pignataro, tramite la ION Investment Group, ha quotato ScION Tech Growth I, spac per investire in tecnologia e servizi finanziari. Più di recente, l’8 febbraio scorso, si è quotata al Nasdaq Centricus Acquisition Corp, la nuova Spac con sede nel Regno Unito sponsorizzata dall’advisor Centricus Heritage e promossa da Garth Ritchie, in precedenza a capo della divisione Corporate & investment bank di Deutsche Bank e oggi ceo di Centricus Heritage; e dall’armatore italo-monegasco Manfredi Lefebvre d’Ovidio assieme a Carlo Calabria, ex capo dell’m&a di Barclays per l’area Emea. Deutsche Bank è stato sole bookrunner. La Spac, che punta a investire in società europee, ha raccolto 345 milioni di dollari.

L’avventura nordamericana non è però la prima all’estero per i professionisti italiani impegnati nel mondo delle spac. In principio furono Giovanni Cavallini, Attilio Arietti, Davide Milano ed Enrico Arietti – già promotori di Industrial Stars of Italy 1,2 e 3 – ad approdare nel 2018 su Euronext Amsterdam con la spac Dutch Star Companies One raccogliendo 55,36 milioni di euro. Il veicolo si è poi fuso con il mobile services provider CM.com. Amsterdam è stata scelta anche dall’ex ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier che assieme a Diego De Giorgi, Tikehau Capital e Financiere Agache – la finanziaria della famiglia Arnault – ha quotato la spac Pegasus Europe raccogliendo 500 milioni di euro, con l’obiettivo di acquisire una società fintech.

Sempre su Euronext (ma a Parigi) dovrebbe sbarcare 360 Disruptech EU, spac promossa da 360 Capital con altri investitori privati di venture capital tech. Il veicolo punta a raccogliere 250 milioni e a quotarsi nel secondo trimestre di quest’anno. Il 2021 sarà un anno denso: proprio poche settimane fa Vam Investments, holding specializzata in operazioni di buyout e growth capital fondata da Marco Piana, tra i cui soci c’è l’ex ceo di Bulgari Francesco Trapani, ha annunciato il lancio di una spac dedicata al mondo consumer con un target di raccolta di 300-400 milioni da quotare ad Amsterdam. Tra gli investitori ci saranno sempre Vam e altri player finanziari collegati alle singole iniziative del gruppo.

Nuove iniziative

Tornando in Italia, e restando alla più stretta attualità, a metà maggio l’ex presidente di Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna assieme all’ex numero uno di Cattolica Assicurazioni Alberto Minali hanno lanciato una spac, Revo, rivolta al settore assicurativo. La spac è sbarcata su Aim lo scorso 26 maggio, dopo aver raccolto 220 milioni di euro (oltre il target di 200 milioni). La coppia punta ad acquisire una realtà assicurativa e di trasformarla in un campione del settore puntando su insuretech e sul segmento delle specialty principalmente al servizio delle pmi e nel nuovo mondo dei rischi parametrici. Rumors danno come potenziale target Elba Assicurazioni, compagnia di assicurazioni e riassicurazioni nata a Milano nel 2008.

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