Prima seduta del mese di maggio per le borse internazionali nella settimana all’insegna delle banche centrali e sono ancora gli istituti di credito a finire sotto i riflettori dopo il fallimento di First Republic Bank e l’acquisizione di Jp Morgan. Terza banca regionale Usa a crollare definitivamente dopo Svb e Signature (senza considerare Silverbank, legata alle cripto) è il segnale che la crisi degli istituti di credito è ancora viva, quantomeno negli Stati Uniti, dove la seduta di Wall Street si è chiusa poco mossa: -0,1% il Nasdaq, -0,05% l’S&P500 e Jp Morgan stessa in rialzo del 2,3%.

Prudenza anche per l’Europa, in quella che è la settimana in cui Fed e Bce aggiorneranno la propria politica monetaria. In avvio i mercati però sono positivi. Ftse Mib +0,6%, a 27.262 punti. Francoforte +0,4% a 15.987 punti mentre Parigi è invariata: +0,01% a 7.492 punti. Lo spread viaggia sui 188 punti base, con i rendimenti di Btp e Bund di nuovo in lieve rialzo: il decennale italiano è orientato verso il 4,3% (ancora nessuna speculazione dopo le valutazioni di Moody’s e Goldman Sachs) mentre il quello tedesco ha raggiunto il 2,4%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Piazza Affari: chi sale e chi scende

A Piazza Affari sono tanti i titoli da seguire in apertura. Stm è a caccia del rimbalzo dopo il crollo della scorsa settimana: +2,3% sostenuto anche dal buon andamento del settore nei mercati americani. Positive le banche, sotto i riflettori come detto dopo il fallimento di First Republic Bank e anche in virtù del governo italiano al lavoro per una tassa sugli extra profitti che andrebbe a finanziare aiuti alle famiglie colpite dall’inflazione: +1,9% Bper Banca, +1,6% Unicredit aspettando i risultati del primo trimestre che verranno comunicati mercoledì.

Saipem è il più venduto in avvio: -1% nonostante il giudizio “buy” di Piper Sandler. Giù anche Erg, -0,5%, in generale deboli gli energetici dopo che l’ad di Eni, Claudio De Scalzi, ha detto di non aspettarsi altri scossoni sul mercato dell’energia.

Tiene banco ancora la questione della contesa sul board di Enel. Frontis Governance ha esortato uno dei suoi clienti nonché azionista dell’utility, a sostenere la lista del fondo Covalis. Attesi infine i Cda del primo trimestre di Amplifon e Campari.

Agenda macro aspettando le banche centrali

I dati macro di stamattina lanciano chiari segnali di rallentamento, tra recessione e inflazione che morde ancora. A sorpresa, nella notte, la Royal Bank of Australia ha alzato i tassi, portandoli al 3,85%, sui massimi dal 2012. Intanto, in Germania precipita il dato delle vendite al dettaglio, peggiore delle aspettative: il -8,6% di marzo è il peggiore da agosto 2022 dopo il -7,1% di febbraio, su base annuale. In tarda mattinata, l’inflazione in Italia potrebbe tornare a salire, dal 7,6% all’8,2% (grafico sopra).

In una condizione di rinnovata incertezza, sono diverse le materie prime ad andare giù, rompendo al ribasso soglie psicologiche importanti. Tra i metalli preziosi e industriali è il caso del rame, scivolato sotto i 4 dollari per libbra e dell’oro, di nuovo lontano dai 2.000 dollari l’oncia.

Il gas europeo (grafico sopra) costa meno di 40 euro per megawattora come non accadeva da luglio 2021 mentre il petrolio oscilla tra i 75 e i 76 dollari al barile dopo il -1,5% dell’ultima sessione. Questo mese l’Opec ridurrà la produzione e le aspettative per la Fed sono per un altro rialzo dei tassi. Stime che hanno riportato inevitabilmente acquisti sul dollaro, tornato a 102 dopo aver segnato graficamente un doppio minimo tra febbraio e aprile (grafico sotto). Segnale che potrebbe tornare ad apprezzarsi, almeno fino a quota 103.

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