Anche Tim si appresta a emettere un bond ad alto rendimento. Si tratta di un obbligazione da almeno 500 milioni di euro, con scadenza a cinque anni. Obiettivo: rifinanziare il debito esistente a breve termine, in un periodo molto “caldo” per quanto riguarda la compagnia attiva nelle telecomunicazioni, tra dimissioni all’interno del Cda e frequenti vertici con il governo alla ricerca di una soluzione per la rete unica.

L’emissione senior unsecured, avrà cedola high yield, da quotare sul Luxembourg Stock Exchange. Il rating previsto è B+.

Tim e il mandato al consorzio di banche

Come joint global coordinators e physical book runners agiscono Goldman Sachs e Jp Morgan. Come Joint Bookrunners figurano Bnp Paribas, Credit Agricole Cib, Unicredit, Sumitomo Mitsui Banking Corporation e Mitsubishi Ufj Financial Group.

In questi giorni molte compagnie quotate a Piazza Affari stanno emettendo bond ad alto rendimento: tra questi Eni, Enel e Unicredit, complice la strategia monetaria della Bce, decisa a proseguire con il rialzo dei tassi d’interesse per frenare l’inflazione, con conseguente frenata e riduzione della liquidità.

Reazioni del mercato

Al giro di boa Piazza Affari si muove in rosso (-1,2%) come tutti gli altri indici. Le parole di Christine Lagarde hanno raffreddato un andamento che da inizio anno ha visto tredici sedute consecutive in verde per quanto riguarda l’indice milanese. Inoltre, il mercato torna a temere un’escalation nucleare sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina, a seguito delle dichiarazioni dell’ex  presidente russo Dmitry Medvedev, che appoggia il leader del Cremlino Vladimir Putin. 

Tim perde lo 0,12% riuscendo così a ridurre le perdite. Alle 15 sono solo due i titoli positivi del Ftse Mib: Iveco e Leonardo. Forti vendite su utility e petroliferi.

Il gruppo intanto ha chiuso la prima fase dei piani relativi ai bandi “Italia 1 Giga” e “5G backhauling”nell’ambito del Pnrr. Tra le novità, Tim, assieme a FiberCop, si è aggiudicata 7 dei 15 lotti messi al bando da Infratel Italia, per un valore di oltre 1,6 miliardi di euro di finanziamento, ai quali si aggiungono circa 700 milioni di euro di investimento diretto da parte del Gruppo. Le Regioni interessate sono Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Abruzzo, Molise, Sardegna, Umbria, Marche, Calabria e Basilicata, più le Province autonome di Trento e Bolzano.

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