Nel giorno del nuovo colpo di scena nella telenovela Tim le borse europee si preparano a un’apertura prudente ma positiva nel giorno di Bce e Boe. Wall Street ha chiuso le contrattazioni in rally con il Nasdaq che sale del +2% e lo Sp500 del +1%, accogliendo con entusiasmo la decisione seppur scontata (per usare un eufemismo) della Fed di alzare i tassi di 25 punti base (grafico sotto), l’aumento più debole dopo i 50 punti di dicembre e i quattro aumenti da 75 punti base precedenti.

Obiettivo evidentemente un soft landing, ovverosia atterraggio morbido per cercare di smussare il più possibile la recessione in arrivo. Jerome Powell ha spiegato chiaramente che è prematuro cantare vittoria dopo il forte calo dell’inflazione. Ciò nonostante gli investitori hanno festeggiato, in particolare sull’indice tecnologico.

La forchetta dei tassi negli Stati Uniti adesso oscilla tra il 4,5% e il 4,75% e il superamento del 5% è ancora possibile, anche se Powell ha aperto alla possibilità di rimanere al di sotto di questi soglia, pur riconoscendo che c’è ancora tanto da fare per frenare l’inflazione e che, soprattutto, sono previsti nuovi interventi. La rinnovata predisposizione al rischio del mercato ha portato ulteriori vendite sul dollaro, scivolato sotto quota 102.

A ora di pranzo tocca alla Bce e alla Bank of England. E in questo caso, come per la Federal Reserve, non dovrebbero esserci sorprese. Christine Lagarde e Andrew Bailey annunceranno un rialzo dei tassi di 50 punti base e ci si aspetta una reazione più cauta da parte delle borse del vecchio continente.

Non solo Bce. Storie di borsa: Tim, Eni, Saras

A Piazza Affari, oltre alla Bce, come detto occhi puntati su Tim, dopo che Kkr ha lanciato la proposta per acquisire Netco, la società che accorpa tutti gli asset strutturali, valutata (non ufficialmente) 20 miliardi dal fondo francese. Da seguire anche Eni, che studia la cessione di una quota di minoranza di Plenitude, controllata che raggruppa gli asset di energia rinnovabile, mobilità elettrica e mercato retail del gruppo. Rumors danno trattative avanzate con il private equity norvegese HitecVision.

Movimenti anche per Saras, +200% nell’ultimo anno e +40% solo nel 2023. Angelo Moratti ha consegnato il 5% della compagnia (equivalente a circa 80 milioni di euro) a Bank of America attraverso un funded collai derivative contract. Mossa che il mercato ha premiato nella sessione precedente con un +4% di guadagno.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Trimestrali: Meta sorprende le attese. Oggi Amazon, Apple e Google

Ricavi per 32,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2022 di Meta Platforms che possiede Instagram, Facebook e Whatsapp, -4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia il dato si mantiene sulla fascia alta della guidante, al di sopra delle stime degli analisti. Mark Zuckerberg ha definito il 2023 un anno di efficienza, con taglio di costi per 5 miliardi e altri 40 miliardi di dollari di buyback.

Nel trading after-hour il titolo si è impennato, salendo del +20%, per un guadagno in un solo giorno di 76 miliardi di dollari. Risultati che, di fatto, raddrizzano il timone dopo quelli del terzo trimestre, accolti con estrema diffidenza dagli investitori che puntavano il dito contro la scommessa, fin qui persa, del Metaverso.

Occhio a Bce e Boe tra euro, dollaro e sterlina

Si diceva del dollaro, ai livelli più bassi negli ultimi nove mesi. Powell ha dichiarato che “il processo disinflazionistico è iniziato”. aggiungendo che “certamente possibile” che la Fed mantenga il suo tasso di interesse di riferimento al di sotto del 5% e che possa riportare l’inflazione al 2% senza danni economici significativi, pur segnalando altri aumenti dei tassi in futuro. Per il biglietto verde ora si attende il rapporto mensile sui posti di lavoro negli Usa (non farm payrolls) atteso per venerdì.

A beneficiare del dollaro debole c’è l’euro, che potrebbe apprezzarsi ancora di più. L’1,10 nel cambio con la valuta americana non si vedeva da 10 mesi ed è un livello che potrebbe andare a consolidarsi con le decisioni e le comunicazioni della Bce, mentre la sterlina continua ad accarezzare la resistenza a 1,24, in attesa delle decisioni della Boe.

Materie prime: oro, petrolio e gas

Le manovre della Fed vanno a influenzare ovviamente anche l’oro, salito a 1.950 dollari l’oncia (grafico sotto) e sfiorando quota 1.960, sui massimi degli ultimi nove mesi. Il metallo prezioso è molto sensibile alle prospettive dei tassi, poiché l’aumento genera un rialzo del costo opportunità di detenere lingotti non redditizi, e viceversa.

Mercoledì si è espressa l’Opec, raccomandando di mantenere stabile la produzione di petrolio, citando l’incertezza sull’impatto della riapertura economica della Cina e le ultime sanzioni sull’offerta russa. Il prezzo ha raggiunto i minimi dall’11 gennaio scorso scivolando sotto i 77 dollari al barile mentre nella seduta odierna in avvio consolida i minimi della vigilia, +0,3%.

Il gas europeo si è deprezzato del 25% a gennaio, ora consolida il prezzo sotto i 60 euro al megawattora ma le prospettive della domanda potrebbero aumentare, dato che in Europa le temperature sono destinate a scendere la prossima settimana. Inoltre, in Norvegia continuano le interruzioni non programmate e la manutenzione, andando così a ridurre l’offerta.

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