Ricorso in Tribunale depositato. Tutto secondo copione. E il titolo che chiude la seduta con un rally durato un intero pomeriggio. Così Vivendi, il principale investitore di Tim, contesta la vendita della rete fissa nazionale dell’ex monopolio telefonico a Kkr per un valore di 19 miliardi di euro.

Nella denuncia, Vivendi chiede al tribunale di Milano di annullare la decisione del consiglio di amministrazione della compagnia guidata dal Ceo Pietro Labriola di vendere la rete. E aggiunge che il deposito non ha richiesto l’immediata sospensione dell’operazione secondo una procedura accelerata.

Si diceva del rally a Piazza Affari: le azioni di Tim sono salite fino al +6,8% dopo che l’agenzia Reuters per prima ha riferito la notizia: anche in questo caso allineato alle previsioni, la strategia legale dei francesi non prevede la richiesta di sospensiva, ma un ricorso nel merito dell’accordo, che Tim vuole finalizzare entro la prossima estate.

Tim-Vivendi: la storia infinita

Era il 5 novembre quando il consiglio di amministrazione di Tim ha deciso di vendere l’asset più prezioso del gruppo, come parte di un piano promosso dall’amministratore delegato, Labriola per l’appunto, per rilanciare il gruppo e ridurre il suo indebitamento.

Sostenuta dal governo italiano, la vendita è stata bollata come “illegale” da Vivendi, che detiene una quota del 24% di Tim e aveva chiesto un voto degli azionisti sull’operazione. Tim, da parte sua, ha risposto che il consiglio di amministrazione ha agito nell’ambito dei suoi diritti. Il gruppo francese ha cercato di ottenere un prezzo più alto per l’asset e ha messo in dubbio la sostenibilità dell’attività lasciata.

Vivendi, che ha investito per la prima volta in Tim nel 2015, è stata ripetutamente costretta a svalutare il valore della sua partecipazione. Ora si trova ad affrontare una perdita di circa il 75% sul suo investimento iniziale di 4 miliardi di euro in Tim, che ora considera un investimento finanziario – e non più una partecipazione strategica.

La replica di Tim

“Vivendi non ha formulato alcuna richiesta cautelare né ha chiesto di inibire in via d’urgenza l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali conseguenti -è scritto in una nota pubblicata da Tim-. Ricevuto l’atto di citazione di Vivendi, si va avanti con l’operazione Netco. Le attività previste dagli accordi con Kkr finalizzate al closing dell’operazione proseguiranno senza interruzioni. Il confronto prodromico, più volte cercato dalla società. avrebbe aiutato una migliore comprensione della vicenda e della sua legittimità, evitando di prolungare nel tempo un clima di incertezza e di stabilità. Le argomentazioni sollevate da Vivendi sono già state analizzate al momento dell’approvazione dell’operazione, dunque non avrebbe senso fermarsi.

Reazione del mercato

Già detto di Tim, che ha chiuso la seduta a 0,2688 euro ad azione, con un rialzo del 2,3%, anche Vivendi sul Cac40 di Parigi ha registrato una seduta di rally alla vigilia, con un guadagno finale del +9,9%, con uno storno nella sessione odierna: -2,5% a 9,6 euro ad azione.

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