Un private equity che si quota, in Italia, è sempre una notizia. Negli Stati Uniti sta diventando una prassi che piace molto al mercato, come conferma il debutto al Nasdaq di Tpg, private equity fondato nel 1992 da David Bonderman, James Coulter e William S. Price III con 109 miliardi di dollari di asset in gestione.

Con un prezzo dell’Ipo a 29,5 dollari ad azione, il gruppo texano ha debuttato al rialzo e alle 20,30 viaggiava a 33,8 dollari, +14,7%. Tpg ha partecipazioni in più di 280 società e con la quotazione ha raccolto 1 miliardo di dollari, per una valutazione di 9,1 miliardi di dollari. JP Morgan Chase e Goldman Sachs sono le banche che hanno affiancato il fondo nella quotazione a Wall Street.

 

L’offerta dovrebbe concludersi il prossimo 18 gennaio, subordinatamente alle consuete condizioni di chiusura. Tpg ha fatto sapere di voler usare circa il 40% dei proventi netti per acquistare partecipazioni nell’entità operativa di Tpg, quindi sostanzialmente di riacquistare quote, da altri investitori strategici esistenti mentre parte dei proventi netti saranno usati per pagare le spese di offerta e per scopi aziendali generali, che possono includere l’espansione in nuove linee di business o mercati geografici. Magari fra questi ci sarà anche l’Italia, Paese in cui il fondo non è particolarmente attivo.

Il problema italiano dei private equity quotati

Si tratta della quarta società di private equity quotata in borsa negli Usa dopo Blackstone (619 miliardi di asset in gestione), The Carlyle Group (256 miliardi) e Kkr (252 miliardi). Anche in Europa si assistendo a una tendenza degli operatori di private equity a scegliere la strada dei mercati azionari. Lo ha fatto con successo la svedese EQT nel 2019. Il mese scorso Bridgepoint Group si è quotata a Londra. A maggio Blue Owl Capital è diventata pubblica attraverso la fusione con una spac.

E l’Italia? Dal giugno 2019 sono in vigore le modifiche al regolamento dei mercati che avrebbero dovuto favorire la quotazione di veicoli di investimento sul MIV (Mercato degli Investment Vehicles), segmento dedicato alla quotazione di veicoli che investono in economia reale, principalmente fondi d’investimento alternativi (Fia) di tipo chiuso. Tuttavia il mercato non funziona, i fondi chiusi quotati sul Miv sono appena undici. E l’unico operatore di private equity quotato a Milano è NB Aurora.

 

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