Supportare e finanziare idee e progetti direttamente da casa. È possibile grazie al crowfunding, sempre più diffuso anche in Italia. Secondo il report Crowdfunding in Italia 2020, il settore nel nostro Paese ha raggiunto un tasso di crescita del 75% e solo in quell’anno sono stati raccolti 339 miliardi di euro.

Che cos’è e come funziona

Noto anche come finanziamento collettivo, il crowdfunding (da “crowd”, folla, e “funding”, finanziamento, quindi letteralmente “finanziamento della folla”) è una sistema che si basa sull’ottenere piccole quantità di denaro da un gruppo di individui per realizzare un progetto, un’idea o un’attività imprenditoriale. La differenza con il finanziamento tradizionale è che la raccolta non si basa sulla richiesta di una grande somma di denaro a un’unica fonte, ma consiste nella richiesta di piccole somme da molti soggetti.

È una forma di finanziamento molto utilizzata da imprenditori singoli, startup e tutti coloro che hanno idee particolarmente innovative o di nicchia e che troverebbero difficoltà nell’ottenere finanziamenti da istituti bancari o società di investimento. I siti web fanno da piattaforma e permettono ai fundraiser di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori.

Si parte quindi da un un’idea che per essere realizzato ha bisogno di fondi. Il progetto viene inserito all’interno di una piattaforma di crowdfunding con un budget target. Se la cifra stabilita viene raccolta, i soldi sono sbloccati e possono essere utilizzati per il progetto. In caso contrario, vengono restituiti ai finanziatori.

Diversi tipi di raccolte fondi

Il crowdfunding è più comune di quello che si pensa. Lo utilizzano da tempo gli artisti (musicisti, registi o performer), ma anche università, centri di ricerca ed enti pubblici. Solitamente queste realtà si dedicano al crowdfunding reward-based, un tipo di raccolta in cui, in cambio di donazioni in denaro, è prevista una ricompensa, come il prodotto per il quale si sta effettuando il finanziamento o un riconoscimento.

Le imprese nascenti, ad esempio pmi e startup innovative, ricorrono di solito all’equity crowdfunding, che prevede la cessione di quote in cambio di finanziamenti. In altre parole, i sostenitori diventano poi a tutti gli effetti soci dell’azienda.

Poi c’è la donation based, in cui si sostiene la causa senza ricevere nulla in cambio, che è un modello utilizzato soprattutto dalle organizzazioni no profit per finanziare iniziative senza scopo di lucro e nel lending based, invece, una volta che il progetto è stato finanziato, il prestatore riceve il rimborso comprensivo di quota di capitale più interessi, che possono variare a seconda della piattaforma.

Le raccolte fondi possono anche essere ibride, cioè basate su più modalità di finanziamento ed esistono anche piattaforme di crowdfunding dedicate ad un settore specifico, come il crowdfunding immobiliare.

Offerta italiana

Oltre a resistere alla pandemia, le piattaforme di crowfunding hanno ottenuto numeri da record. Secondo il report Crowdfunding in Italia 2020, in ambito equity, su 42 portali in Italia sono state portate avanti 547 campagne di imprese diverse con raccolte dai 192.481 euro a 804.914 euro. In ambito lending, invece, su 17 piattaforme la raccolta ha registrato un aumento del 10% nel prestito ai privati e del 113% nel prestito alle imprese.

I numeri più alti, però, sono stati registrati in ambito donazioni: solo per far fronte al coronavirus sono state attivate 975 iniziative dal valore complessivo di 785,55 milioni di euro.

Ecco alcune delle piattaforme più famose in Italia:

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