Una fotografia accurata del venture capital italiano ed europeo con numeri e trend. Intanto le principali evidenze partendo dal settore che ha registrato più round – ossia il software – e quello con i volumi più alti – cioè smart city -. Poi passiamo al volume degli investimenti. Nel secondo trimestre 2024, i 228 milioni di euro raccolti in 69 round segnano un notevole calo rispetto al precedente trimestre, con 87 milioni di euro riconducibili solo al round di Newcleo.

I dati dell’Osservatorio sul venture capital

La matematica e la radiografia del settore emergono dai dati dell’Osservatorio sul venture capital in Italia – realizzato da Growth Capital, la banca di investimento tech attiva nell’ecosistema venture capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e pmi innovative – che monitora su base trimestrale l’andamento degli investimenti nel comparto.

Il focus dell’analisi è sul secondo trimestre 2024, ma prima la premessa: il contesto di mercato è difficile. Gli elevati tassi d’interesse, l’inflazione e le difficoltà a realizzare exit di successo e a chiudere raccolte di capitale penalizzano le startup (se si escludono i ‘royal round’ come quello di Newcleo). In linea generale, in Italia, sebbene i dati indichino un rallentamento del trend trimestrale, gli analisti prevedono un risultato finale del 2024 paragonabile a quello del 2023 (1,2 miliardi di euro investiti). Il sentiment degli operatori rimane stabile rispetto a sei mesi fa: il mercato dovrebbe riprendersi, ma al momento è lento a guadagnare slancio. Occhi puntati invece su Cdp.

Il royal round di Newcleo

Il round più importante per importo raccolto è stato quello di Newcleo, la startup guidata da Stefano Buono che sviluppa reattori nucleari di IV generazione, chiuso a 87 milioni di euro. Se parliamo di exit, sono state 8 quelle registrate nel trimestre.

L’Osservatorio è stato presentato a Milano nel corso di un evento che ha visto anche la presentazione di due approfondimenti legati al fintech: uno sull’andamento dei numeri a livello nazionale e uno sull’andamento del fintech a livello globale curato da McKinsey & Company.

Il venture capital in Italia e in Europa

Il venture capital europeo mostra segni di ripresa, con 28 miliardi di euro raccolti in 5.640 round, nel primo semestre del 2024 (registrando +18% il numero di round e +3% l’ammontare investito rispetto al secondo semestre 2023). Il secondo trimestre ha registrato 15 miliardi di euro di raccolta in 2.320 round (+25% di ammontare investito rispetto al primo trimestre), nonostante il numero di round sia stato inferiore del 30% rispetto al Q1.

Per l’Italia, nel primo semestre 2024 sono stati raccolti 671 milioni di euro in 177 round, con il 37% dell’importo investito proveniente da 2 mega round. Tuttavia, il primo semestre 2024 è in linea con il secondo del 2023, ma con una distribuzione irregolare tra i trimestri. Mentre guardando al secondo trimestre, i 228 milioni di euro raccolti in 69 round segnano un notevole calo rispetto al precedente trimestre, con 87 milioni di euro riconducibili solo al round di Newcleo. Anche in questo caso, se guardiamo i numeri del semestre, il primo del 2024 risulta comunque stabile rispetto al secondo del 2023.

Guardando alla segmentazione dei round per tipologia, nel secondo trimestre 2024 il 71% è rappresentato da pre-seed o seed. Ci sono solo due serie b per un ammontare di 21 milioni -, il che spiega il rallentamento dei risultati generali del trimestre.

Settori in volata per numeri di round

Nel secondo trimestre del 2024, il software è il settore che ha registrato il maggior numero di round (13), grazie al picco di crescita registrato nel settore dell’Ai. Seguono life sciences con 11 round e deep tech con 7. Guardando all’intero primo semestre 2024, in linea con il trend del 2023, software, life sciences e smart city sono i settori con il maggior numero di round. Smart city è invece il settore che ha attratto più capitale nel primo trimestre (95 milioni), seguito da life sciences (37 milioni) e da fintech (33 milioni).

Deal, la Top 5

Analizzando i top 5 deal del secondo trimestre del 2024, in testa troviamo Newcleo (87 milioni, serie a), seguita da Banca Aidexa (16 milioni, serie b) e Futura (14 milioni, serie a). Quarta posizione per Tes Pharma (10 milioni, serie a) e quinta per Beta Glue Technologies e Avaneidi, che hanno chiuso un round da 8 milioni, rispettivamente serie c e serie a.

Il Vc Index, un indicatore su scala da 1 a 10 calcolato a cadenza semestrale e che fornisce un’indicazione sullo stadio di sviluppo dell’ecosistema Vc in Italia e sul sentiment dei suoi attori, è sceso rispetto al semestre precedente, segnalando un contesto di stabilità che tende verso l’underperformance. Tutti gli indicatori quantitativi sono rimasti stabili o peggiorati (e in particolare l’attività di exit) e al contempo si conferma lo scarso ottimismo registrato dagli operatori sei mesi fa.

Gli operatori in attesa di Cdp

Grande attesa per il futuro ruolo di Cdp, come sottolinea Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth Capital spiegando che “il sentiment degli operatori rimane stabile rispetto a sei mesi fa e ci si attende una ripresa del mercato nei prossimi trimestri, che dipenderà da una molteplicità di fattori. Tra questi, il ruolo di Cdp sarà di cruciale importanza: i 3,5 miliardi in investimenti previsti nei prossimi 4 anni e la ratifica del nuovo piano industriale potranno dare nuovo impulso all’ecosistema italiano, creando un effetto a catena positivo sugli investimenti diretti e indiretti”, ha concluso il partner.

Per Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, le attese erano alte se “la presentazione del nuovo piano industriale di Cdp venture capital da una parte e l’imminente varo dello Startup Act 2.0 dall’altra facevano presagire una nuova centralità del venture, potenzialmente accompagnata da un protrarsi della crescita degli investimenti riscontrata nei mesi precedenti”. Eppure c’è un filo di delusione degli operatori rispetto all’operato del governo se: “Il quadro numerico in ribasso è accompagnato da una cornice nella quale, nonostante gli annunci, il governo non ha ancora presentato lo Startup Act 2.0, che siamo convinti possa rappresentare uno strumento fondamentale per rafforzare un ecosistema che già ha dimostrato di poter contribuire al benessere economico e sociale del Paese”, conclude il dg.

Il rallentamento del fintech

Nervi tesi poi sul rallentamento mostrato dal fintech italiano nel 2023 è proseguito nel primo semestre del 2024: si è infatti passati dai 510 milioni raccolti nel 2022 in 39 round, ai 142 del 2023 in 29 round fino a scendere ai 41 milioni del primo semestre 2024 in 15 round. Nel secondo trimestre del 2024 il fintech in Italia ha raccolto in totale 33 milioni di euro in 6 round.

Nonostante i miglioramenti marginali nell’ammontare investito rispetto al primo trimestre, si segnala l’assenza di grandi round dal 2022 che ha determinato il rallentamento del settore. In Italia il fintech rappresenta circa il 10% dei round (in linea con la media del settore), mentre in passato catalizzava circa il 30% degli investimenti, con una contrazione significativa negli ultimi 18 mesi. Il calo della dimensione media dei round coincide con una minore partecipazione degli investitori internazionali, di solito coinvolti nei grandi round.

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