Manucor, produttore europeo di film in polipropilene biorientato per il packaging flessibile per alimenti, nastri ed etichette autoadesive e wrap-around, con sede a Milano e stabilimento di produzione a Sessa Aurunca (Caserta), ha reso noto che si è completata una complessa operazione a seguito della quale il socio Biaxplen, società del gruppo russo Sibur, è uscito dal capitale sociale di Manucor.

A seguito dell’operazione, L&M, società appositamente costituita da Luigi Scagliotti e Matteo Rossini, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di Manucor, è diventata titolare di una partecipazione pari al 5% del capitale sociale. Contestualmente l’altro socio Loren Spv ha accresciuto la propria partecipazione al 95% del capitale sociale.

L’operazione è stata finanziata da Cherry Bank.

Manucor, una società da 225,7 milioni di fatturato nel 2022

Fondata nel 1987 dalla famiglia Manuli come Manuli Film, Manucor ha avuto diversi passaggi di proprietà, fino all’acquisto da parte di Pillarstone nel 2018, nell’ambito di un’operazione di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario e di ricapitalizzazione. Nel 2019, dopo aver realizzato una prima parte del rilancio operativo, Pillarstone ha ceduto il 50% del capitale sociale a Biaxplen e il restante 50% è stato sottoscritto da Loren Spv, società di cartolarizzazione i cui noteholders – beneficiari economici del portafoglio di crediti e di equity di Loren – sono primarie istituzioni bancarie e finanziarie italiane.

Nel 2022, a seguito delle tensioni geopolitiche collegate alla guerra in Ucraina, si è reso necessario ridurre la partecipazione di Biaxplen al di sotto del 50% del capitale sociale fino al completo disinvestimento del socio russo attraverso l’operazione conclusa il 16 gennaio 2023.

Manucor si appresta a chiudere il 2022 con fatturato di 225,7 milioni di euro, un Ebitda di 13 milioni di euro e un utile di 5,7 milioni di euro, nonostante l’andamento dei costi energetici che sono cresciuti del 157% rispetto all’anno precedente.

Gli advisor

Lo Studio Legale Cappelli Rccd è stato il deal counsel dell’operazione mentre Cherry Bank è stata assistita da Lca Studio Legale.

Più nel dettaglio Cappelli Rccd ha agito come deal counsel dell’operazione con un team composto dal partner Antonio Azzarà e, per gli aspetti relativi alla cartolarizzazione di Loren Spv, dal senior partner Alberto Del Din e dal partner Federico Morelli per gli aspetti relativi all’emissione e quotazione di un bond, supportati dai counsel Silvia Pasqualini e Fabio Zambito, dagli associate Francesco Miranda, Davide Cafagna e Martina Baldi e dai junior associates Maria Elena Bevilacqua e Federico Palazzo.

Lca ha invece operato con un team composto dai partner Davide Valli e Umberto Piattelli, supportati dagli associate Caterina Gatto e Giancarlo Aiello.

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