Portafoglio ordini record per Webuild. Il general contractor ha infatti registrato una” straordinaria performance” sotto il profilo commerciale con nuovi ordini per 17,7 miliardi di euro, superando nettamente la guidance di 10-10,5 miliardi per l’intero anno 2023. Lo comunica la società nella nota di approvazione dei conti al 30 giugno.

I conti

Entrando nel dettaglio, il portafoglio ordini complessivo di Webuild si attesta a 61 miliardi con un portafoglio “construction” record a 51,4 miliardi (di cui oltre la metà all’estero). A questo di aggiungono le gare in attesa di aggiudicazione per un valore di oltre 13 miliardi.

I ricavi si attestano a 4,6 miliardi (+18% rispetto al primo semestre del 2022), l’Ebitda a 289 milioni (+15%) e l’Ebit a 139 milioni (+12%). La posizione finanziaria netta è positiva per 438 milioni, in miglioramento di 835 milioni rispetto al 20 giugno dello scorso anno e di 173 milioni al 31 dicembre 2022. L’utile netto adj attribuibile al Gruppo è di 23 milioni
(64 milioni nel primo semestre 2022). 

Salini, realizzeremo l’evoluzione di cui il Paese ha bisogno

“Siamo molto soddisfatti dei risultati dei primi sei mesi e per l’intero anno 2023, che ci consentono di continuare ad essere ottimisti e di confermare le previsioni per il triennio. Credo che le performance debbano essere misurate con il metro non solo della crescita ma soprattutto della solidità e della continuità della crescita, in un orizzonte di medio lungo periodo. Dal 2021 ad oggi il Gruppo ha acquisito nuovi ordini per un valore di 45 miliardi”, ha commentato l’ad Pietro Salini.

“Oltre ad aver raggiunto un livello record di portafoglio ordini, a 61 miliardi, di cui la metà all’estero in mercati molto esigenti e competitivi e a basso rischio come Australia, Stati Uniti, Europa, continua a garantire performance operative uniche, con la consegna di progetti iconici come la nuova tratta della metropolitana M4 a Milano, da Linate a San Babila, il nuovo centro direzionale Eni, o il Ponte sul Danubio a Braila (Romania), secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa Continentale. A questi risultati si aggiunge l’avvio di progetti iconici come la stazione Venezia a Roma della Metro C o i lavori della nuova Diga Foranea di Genova. In Italia continuiamo infatti a supportare i clienti nel portare avanti un piano di sviluppo infrastrutturale mai visto prima dai tempi del secondo dopoguerra. E lo possiamo fare grazie alla dimensione raggiunta negli anni, che ci permette di partecipare – con un ruolo di guida per la filiera dell’intero settore – a gare sempre di maggiore qualità, facendo investimenti continui in innovazione finalizzata a migliorare le performance in termini di esecuzione, sicurezza, efficienza, sostenibilità”, ha detto ancora.

“Grazie alle competenze degli uomini e delle donne che lavorano nel nostro Gruppo, saremo sempre più in grado di soddisfare le richieste di un settore che punta su progetti complessi, in una fase di espansione del mercato delle infrastrutture a livello globale che ci spinge a concentrarci su investimenti che favoriscano la transizione energetica, la mobilità sostenibile nelle grandi città, la produzione e salvaguardia di acqua potabile, la realizzazione di impianti per prodotti per l’agricoltura sostenibile. Il nostro track record, con 270 progetti completati negli ultimi 10 anni e 290 acquisiti, insieme a tutta la filiera produttiva per oltre il 50% di matrice italiana, è testimonianza concreta della capacità del sistema Italia di rappresentare il settore a livello internazionale, realizzando allo stesso tempo in Italia l’evoluzione di cui il paese ha bisogno“, ha concluso.

Webuild conferma le guidance 2023

Secondo il management i ricavi per l’anno in corso sono attesi tra i 9 e 9,5 miliardi, l’Ebitda in un range tra i 720 e i 760 milioni. Inoltre la società punta ad un mantenimento della posizione finanziaria netta positiva.

 

Salini: Ponte di Messina opera iconica, costerà 11-13 miliardi

Nel corso della conference call con gli analisti il ceo di Webuild si è soffermato sulla realizzazione del Ponte di Messina, definendolo “un’opera iconica”.

“Ai 17,7 miliardi di nuovi ordini registrati nel primo semestre si aggiunge il Ponte sullo Stretto di Messina e tutte le relative reti ferroviarie e stradali”, ha detto Salini.  “Anche se il valore del progetto non è ancora stato determinato, dovrebbe essere nel range compreso tra 10 e 15 miliardi di euro. Webuild guida il consorzio Eurolink, il general contractor incaricato per la sua costruzione, con una quota del 45%. Come è facilmente comprensibile, non vale la pena sviluppare l’alta velocità ferroviaria dal Nord Italia a Palermo senza avere un collegamento tra Messina e Reggio Calabria, che collega la Sicilia alla terraferma”.

“Durante i primi mesi del 2023, il governo italiano ha deciso di riavviare il progetto della costruzione del ponte, rinnovando il contratto con il general contractor che si è occupato del progetto. Il progetto prevede la costruzione del ponte sospeso più lungo del mondo a 3.660 metri, con una campata di 3.300 metri. Ora stiamo lavorando all’aggiornamento di alcuni aspetti del progetto e del contratto, al fine di allinearli alle regole e regolamenti attuali. Il progetto finale dovrebbe essere approvato entro la metà del 2024, con avvio immediato dei lavori. Il ponte potrebbe essere costruito in circa sette anni. Sarà un’infrastruttura iconica che potrebbe costare tra gli 11 e i 13 miliardi di euro, e la sua realizzazione è sempre più vicina a diventare una realtà con l’impegno assunto dal governo”, ha aggiunto.

 

 

 

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