Webuild ha sottoscritto un “Memorandum of Collaboration in the Construction of Hydropower Facilities in Ukraine” con Ukrhydroenergo, principale gestore delle centrali idroelettriche in Ucraina.

Il Memorandum definisce l’interesse delle parti a collaborare nei prossimi tre anni per la realizzazione di nuove infrastrutture idroelettriche nel Paese. Più in dettaglio, il Memorandum è finalizzato a valutare la fattibilità di un eventuale sviluppo sul territorio ucraino di centrali idroelettriche o loro conversione in stazioni di pompaggio, progetti la cui realizzazione andrà poi definita nell’ambito di più specifici accordi. Webuild è ad oggi l’unica azienda italiana ad avere sottoscritto un accordo per lo sviluppo di future possibili collaborazioni con la Ukrhydroenergo.

La firma del Memorandum è stata annunciata in occasione della Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina, organizzata oggi a Roma dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dedicata alla discussione di interventi e progetti per contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina.

Secondo stime della Banca Mondiale e della Commissione Ue, il costo della ricostruzione e del recupero in Ucraina dovrebbe attestarsi a circa 383 miliardi di euro, per investimenti da effettuare nel decennio 2023-2033 da destinare prevalentemente ai trasporti (22%), all’edilizia abitativa (17%) e al settore energia (11%).

Al servizio dell’accordo, Webuild mette un track record rilevante nel settore clean hydro energy, che include la realizzazione su scala globale di 313 dighe e impianti idroelettrici per una capacità installata complessiva di 52.900 MW. Tra i progetti in corso per la produzione di energia pulita, Gerdp, il Grand Ethiopian Renaissance Dam Project, sul Nilo Azzurro, progettato e costruito per soddisfare il fabbisogno energetico interno dell’Etiopia e guidarne lo sviluppo attraverso l’export di energia verso i Paesi limitrofi; il Progetto Idroelettrico di Rogun in Tagikistan, con la diga più alta del mondo, che raddoppierà la produzione energetica del Paese; il progetto idroelettrico Snowy 2.0 in Australia, impianto destinato ad essere tra i più efficienti al mondo, che sarà in grado di produrre energia elettrica in base al picco della domanda, con un tempo di risposta di appena 90 secondi.

 

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