Tempo scaduto. L’Inter passa di proprietà. Come giù accaduto per il Milan nel 2018, quando il fondo Elliot subentrò a Yonghong Li, il presidente del club nerazzurro Steven Zhang, a capo della holding cinese Suning, non è stato in grado di restituire a Oaktree il prestito ricevuto tre anni fa di 275 milioni di euro, al tasso d’interesse del 12% lievitato fino a una cifra poco inferiore ai 400 milioni. Come garanzia del prestito, l’imprenditore asiatico aveva accettato di impegnare tutte le quote della società nerazzurra. In base all’accordo, il fondo americano può eseguire l’escussione, rilevando così il 99,6% del club. Zhang lascia dopo 8 anni, impreziositi da 7 trofei.

Ripercorriamo la vicenda, dalla A alla Z: le tappe, gli scenari, i protagonisti, i debiti, gli advisor, le scatole cinesi e non potrebbe essere diversamente,  i conti, chi resta e chi potrebbe andarsene. È tutto qui. Buona lettura.

A come Appello

Ma anche come aiuto. Quello lanciato da Steven Zhang attraverso una lettera rivolta ai tifosi. Un appello. Una richiesta di aiuto. Ma anche una denuncia: “Oaktree non ci mette nelle condizioni di fare il bene dell’Inter“. Per molti un tentativo disperato di chiedere comprensione alla comunità nerazzurra, e di ottenere dagli americani una proroga per il pagamento del debito, dopo il nulla di fatto con il fondo Pimco. 

Per qualcun altro un tentativo disperato ma che si poteva evitare. E’ come se l’imprenditore cinese abbia ammesso la sua incapacità di gestire la situazione. Ha avuto tre anni per trovare i soldi di un debito che lui ha accettato di contrarre. Non ci è riuscito. A due giorni dalla scadenza, era chiaro quella lettera che non sarebbe servita a niente. O forse sì. E’ servita, ma a Zhang. Perché scrivendola, ha probabilmente compreso che l’Inter gli stava definitivamente scivolando di mano.

B come Brookfield

“Si scrive Oaktree ma si legge Brookfield” scrive Calcio e Finanza. Si tratta di un fondo canadese, con sede a Toronto. Nel 2019 ha acquisito il 62% di Oaktree. Entro il 2029 arriverà a possederne il 100%. Si tratta di uno dei principali gestori patrimoniali alternativi a livello internazionale. Seicento miliardi di dollari gli asset in gestione. Immobili, infrastrutture, private equity, energy, credito. Questi gli ambiti in cui è operativo Brookfield.

Tra gli investitori istituzionali c’è anche Royal Bank of Canada. Nelle ultime ore si è fatta larga l’ipotesi che Oaktree possa tenersi il club nerazzurro finché Brookfield non completerà la sua partecipazione nel fondo californiano, rilevando, di conseguenza, anche l’Inter stessa. Insomma, da una proprietà americana a una proprietà canadese entro cinque anni.

C come Chinese Construction Bank Asia

Capofila di una serie di altre banche cinesi, a cui Zhang deve restituire un prestito di oltre 250 milioni di dollari, più gli interessi, per un totale di oltre 300 milioni. Il 59,3% del capitale di Ccba è in mano al fondo sovrano, che gestisce tra le altre cose riserve valutarie della Repubblica Popolare Cinese.

La sentenza è dei giudici di Hong Kong, e risale a settembre 2022. Ma è anche una sentenza della corte d’Appello di Milano, prima sezione civile. In questi procedimenti la società Inter è totalmente estranea, ma potrebbe essere questo il motivo per cui l’imprenditore cinese da oltre un anno non si muove dalla Cina. E potrebbe essere per questo motivo che Pimco si sia tirata fuori dalla possibilità di intervenire e “salvare” il giovane ex presidente dell’Inter. Oltre a spiegare il rifiuto di tutti gli altri investitori, istituzionali e non, a concedergli credito.

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D come debito

Tutta una questione di debito. Zhang ha accettato di contrarlo ma non è stato in grado di restituirlo. Questi sono i fatti. Oaktree ha messo sul tavolo 275 milioni di euro nel 2021. Il motivo? La pandemia. Le attività di Suning, società che fa capo all’imprenditore cinese, all’epoca avevano subito perdite pesanti a causa degli effetti del lockdown, complice il venir meno del sostegno delle politiche del governo cinese, fino a quel momento a favore degli investimenti all’estero delle società di Pechino.

Il prestito è servito a ottenere liquidità per operazioni di tipo pratico e immediato. Come ad esempio pagare gli stipendi dell’Inter. Trascorsi tre anni, con un tasso d’interesse del 12%, il debito è cresciuto. Fino a 395 milioni di dollari. Per Zhang, troppi.

Non è finita. L’altro punto debole della gestione Zhang dell’Inter è proprio l’indebitamento, al 30 giugno 2023 era pari a 807 milioni lordi con una posizione finanziaria netta negativa per circa 310 milioni. Un ammontare che ora dovrebbe essere in calo intorno ai 700 milioni lordi dopo la conversione in capitale di circa 98 milioni di debiti verso la proprietà, legati ai vari finanziamenti arrivati dagli Zhang negli ultimi anni.

E come escussione

Cosa significa escussione? In buona sostanza è l’esecuzione forzata su taluni beni o patrimoni. In questo caso Oaktree ha potuto farlo sulle quote dell’Inter. Suning, a garanzia del prestito ricevuto, le ha messe tutte in pegno, o quasi: 99,6%. Tradotto: Zhang, non restituisci il prestito con gli interessi? Allora Oaktree si prende il controllo del club. Se vi ricorda qualcosa la risposta è sì. Esattamente quello che ha fatto il fondo Elliot con il Milan, subentrando a Yonghong Li. Ed è anche quello che potrebbe fare con Redbird. A riguardo c’è un’indagine in corso.

Ma quanto ci metterà Oaktree a prendere operativamente il controllo dell’Inter? Probabilmente più lunghe rispetto a quelle viste con il club rossonero. Stando al contratto stipulato nel 2021, Oaktree dovrà versare a Suning la differenza fra il valore di mercato dell’Inter e l’ammontare del debito. La stima del valore del club è stata già effettuata ne parliamo sotto la lettera V.

Zhang dovrebbe incassare tra i 200 e i 300 milioni di euro circa. Non a caso una cifra molto vicina a quella che deve a Chinese Construction Bank Asia. Ma la questione potrebbe non finire qui. Perché l’imprenditore cinese potrebbe anche affrontare una causa per vie legali. E riuscire a riprendersi la poltrona nerazzurra.

F come fondi

Non è solo una questione di debito. E’ anche una questione di fondi. D’altronde il trend è questo. Il calcio europeo è sempre più nelle mani dei private capital, con fondi di investimento presenti nel 27% dei club del vecchio continente, in forte aumento dopo la pandemia a causa della liquidità finanziaria venuta meno.

Nel caso dell’Inter c’è Oaktree, che rappresenta la nuova proprietà nerazzurra. Brookfield, il fondo che a sua volta controlla Oaktree. LionRock, fondo che deteneva la quota di minoranza del club. Pimco, che fino a qualche giorno fa avrebbe potuto rifinanziare il debito di Zhang.

Senza considerare le società che fanno capo a Suning Holdings Group, create ad hoc per controllare l’Inter a partire da Suning Sports International, proseguendo con Great Horizon, Grand Sunshine e Grand Tower. Non è finita. Perché secondo alcuni rumors, Oaktree avrebbe già un acquirente, forse arabo. Ovviamente, si ipotizza un fondo (che però non dovrebbe essere quello sovrano, Pif, piuttosto attivo in ambito calcistico).

Giuseppe Marotta, attuale Ceo dell’Inter

G come Goldman Sachs

E’ uno dei due advisor che hanno affiancato Suning, impegnati a trovare una soluzione che potesse permettere a Zhang di ripagare Oaktree. L’altro advisor è Raine Group. Un lavoro durato oltre due anni. Nel mese di aprile era circolato anche l’identikit di un possibile finanziatore che potesse entrare in aiuto del gruppo cinese.

Tre i nomi: Ares, Sixth Street Partners e Hayfin Capital Management, quest’ultima società fondata proprio da un ex banker di Goldman Sachs. In aggiunta, i due advisor hanno lavorato alla trattativa con Pimco, poi saltata, e a quella con lo stesso Oaktree, con l’obiettivo di ottenere una proroga.

H come Horizon

Una delle chiavi del passaggio di consegna da Oaktree e Zhang. Perché è Great Horizon la capofila delle controllanti lussemburghesi dell’Inter, controllata a sua volta dall’asiatica Suning Sports International, e quindi davanti a Grand Sunshine e Grand Tower (società tramite la quale Zhang controllava l’Inter).

I come Inter

Scudetto. Ma anche vecchia proprietà che non paga i debiti. Nuova proprietà che subentra. Ma che però sembra avere intenzione di vendere il prima possibile. Nessun timore sull’iscrizione alla prossima Serie A 2024-25. Ma il rischio di perdere alcuni dei grandi protagonisti di questi ultimi due anni, Lautaro Martinez in primis (leggi sotto), quello sì. Pazza Inter. Forse mai come questa volta.

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L come Lautaro

Già perché in tutto questo caos di prestiti, debiti, escussioni e fondi ci sarebbero anche dei contratti in scadenza nella rosa dell’Inter. In particolare nel 2026, ovverosia tra due stagioni. In questi casi nel mondo del calcio o rinnovi oppure rischi di vendere il giocatore a una quota più bassa del valore effettivo.

Lautaro Martinez, oltre a essere il capitano, è tra gli attaccanti più forti d’Europa. Recentemente ha dichiarato: “Non so cosa succederà”. Chiaro voglia vedere che direzione prenderà la vicenda della proprietà. Oltre a lui ci sono altri due nomi di spicco: Niccolò Barella e Simone Inzaghi.

M come Marotta

Tra le poche certezze c’è lui. Se è vero che l’Inter non rischia l’esclusione dalla Serie A, la presenza del Ceo Beppe Marotta dovrebbe tranquillizzare ulteriormente i tifosi, ma anche lo staff tecnico. Le sue parole in questi giorni, d’altronde, non mentono: “La vicenda riguarda gli azionisti, non noi. Nessuna paura”.

Marotta è uno degli artefici dello scudetto. Perché capace di prendere a parametro zero diversi protagonisti degli ultimi due anni nerazzurri (Calhanoglu, Mkhitaryan, Sommer, Thuram), impreziositi, oltre che dal primo posto in campionato di questa stagione, anche dalla finale di Champions League l’anno scorso e dal dominio totale nei derby contro il Milan. E se Marotta resta, potrebbe essere un buon punto di partenza per il rinnovo del contratto di Lautaro.

N come nuova proprietà

Oaktree non intende rimanere al timone dell’Inter. Intende vendere. E in fretta. Quello che farà la nuova proprietà una volta preso il controllo del club nerazzurro sarà certamente eleggere un nuovo amministratore delegato e un nuovo Cda, al netto del fatto che all’interno di quello esistente già sono presenti due esponenti di Oaktree. Beppe Marotta avrebbe il beneplacito della nuova proprietà. Inoltre potrebbe rimanere anche l’amministatore delegato corporate, Alessandro Antonello.

Continuità insomma nel progetto, che sia a breve termine se è vero che alla finestra c’è pronto un fondo arabo, ma anche che sia nel lungo termine, se è vera l’indiscrezione secondo cui il fondo californiano farà da traghettatore finché Brookfield non prenderà il controllo totale di Oaktree, e anche dell’Inter.

Infine occhio allo stadio. Con un nuovo impianto, il club acquisirebbe ulteriore valore, raggiungendo un prezzo maggiore rispetto a quello attuale. E di risorse da mettere sul tavolo, che sia la ristrutturazione di San Siro o uno stadio ex novo, Oaktree, così come il fondo che ne detiene la maggioranza, Brookfield, ne hanno eccome…

Lautaro Martinez

O come Oaktree

Il fondo americano è nato nel 1995 in California ed è forte di 190 miliardi di dollari di asset investiti in tutto il mondo. Nel primo anno di esistenza erano 5 miliardi. Gestisce fondi di ogni tipo, distressed compreso. Il ceo è Jay Wintrop, i due fondatori Bruce Karsh e Howard Marks. In Italia possiede quote in Banca Progetto, Castello Sgr, Costa Edutainment (parchi giochi ed educazione scientifica). Mail Boxes, Picomedia e Stand by me (produzioni cinematografiche).

C’è anche lo sport. Non solo Inter. Oaktree è infatti comproprietaria del Caen, serie B francese. Uno dei fondatori, Steven Kaplan, è socio dello Swansea City, club inglese, e anche della squadra Nba dei Memphis Grizzlies. Dal 2019 Brookfield Am ha acquisito una quota di maggioranza di Oaktree.

P come Pimco

La sigla sta per Pacific Investment Management Company, azienda americana di gestione globale degli investimenti fondata nel 1971. La sede è a Newport Beach, California.

È stato fondato da Jim Muzzy, Bill Podlih e Bill Gross. Gestisce 1.885 miliardi di dollari per banche, fondi sovrani, fondi pensione, società, fondazione e investitori individuali. Ha 3.200 dipendenti e 23 sedi, di cui quattro in Europa (Milano, Monaco, Londra e Zurigo). A oggi è fra le realtà leader a livello degli engagement Esg in ambito obbligazionario.

Il presidente si chiama Christian Stracke: è managing director e responsabile globale del team di ricerca sul credito. Specializzata in titoli a reddito fisso, secondo il Sovereign Wealth Fund Institute, Pimco è il sesto gestore patrimoniale al mondo per patrimonio gestito.

Q come quote

Quelle di maggioranza dell’Inter. Che passano di mano a Oaktree direttamente da Zhang. Così com’è previsto dal loro accordo. Ecco un po’ di numeri: il gruppo Suning controllava il 68,55% del club nerazzurro tramite Great Horizon.

L’altro 31,05% è in mano al fondo LionRock, che sempre Suning detiene tramite International Sports Capital. In totale è il 99,6%, dunque maggioranza quasi assoluta che passa a Oaktree. Quello che avanza sono le quote in mano ai piccoli azionisti. Che però potrebbero essere azzerate.

Alessandro Antonello, Ceo corporate Inter

R come rifinanziamento

Come detto, l’unico in grado di rifinanziare il debito dell’Inter poteva essere Pimco, come ha riportato per prima Bloomberg. Una ricarica da 435 milioni di euro tramite bond, scadenza nel 2026 e cedola del 15%. A queste condizioni Suning avrebbe potuto ripagare Oaktree nell’arco di tre anni, interessi compresi. Dall’operazione avrebbero dovuto rimanere circa 100 milioni di euro nelle casse dell’Inter. La fumata bianca però non è mai arrivata.

Zhang ha accusato Oaktree di ostacolare l’operazione, versione respinta dal fondo americano attraverso le colonne del Financial Times: “Persone vicine al fondo californiano affermano che l’azienda non sta ostacolando in alcun modo il processo di rifinanziamento. Il prestito potrebbe essere rimborsato entro la scadenza. Oaktree non ha infatti intenzione di prendere il controllo del club”.

Nei giorni scorsi Bloomberg aveva confermato la trattativa tra Pimco e Suning: “La situazione resta fluida, in evoluzione e c’è ancora la possibilità di arrivare a una positiva conclusione. Una delle fonti (che ha voluto restare anonima)”. Evidentemente, le cose sono radicalmente cambiate nelle ultime 72 ore. Si sbagliavano, sia Bloomberg, sia il Financial Times.

S come Suning Holdings Group

Il gruppo acquisisce la maggioranza dell’Fc Inter il 6 giugno 2016. Sembra l’inizio di una nuova era. Durerà otto anni. Massimo Moratti esce dal club, Erick Thohir rimane presidente onorario per poi uscire, due anni dopo. Comincia così la storia del gruppo cinese posseduto dal padre di Steven, Zhang Jindong (in Cina il cognome va davanti al nome) a capo della società nerazzurra.

Settecento milioni di euro di esborso, se si considerano le quote di Thohir che Suning acquisirà in un secondo momento. “Vinceremo tutto” dice Jindong durante il brindisi celebrato a Nanchino. Zhang fa sul serio: nel 2018 arriva Beppe Marotta, nel 2019 Antonio Conte in panchina, più Lukaku e Barella.

Nel 2021 arriva il primo scudetto ma costa caro. L’ex ct della Nazionale se ne va. Il gruppo non può più far fronte agli investimenti promessi a causa delle difficoltà causate dalla pandemia, che in Cina ha un  impatto ben diverso rispetto all’Europa. Da qui l’idea del prestito, concesso da Oaktree.

T come trofei

Sono sette. Allo scudetto vinto con Antonio Conte si aggiunge quello festeggiato in contemporanea alla crisi finanziaria con Simone Inzaghi, assieme a due Coppe italia e tre Supercoppe italiane. Gli otto anni di Zhang sono bastati a farlo diventare il secondo presidente più vincente della storia assieme ad Angelo Moratti, anche se il paragone con Massimo Moratti andrebbe contestualizzato.

L’Inter appartenuto all’attuale presidente di Saras, che comunque ha portato a casa il triplete con tanto di Champions League, ha dovuto infatti vedersela con il Milan di Ancelotti ancora sotto la guida di Silvio Berlusconi, la Juventus di Del Piero e Marcello Lippi, la Roma di Batistuta e Capello, senza considerare Parma e Lazio, all’epoca competitive e vincenti in Italia e in Europa sotto la guida di Sergio Cragnotti e Calisto Tanzi.

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Massimo Moratti

U come utile

Qual è la situazione finanziaria dell’Inter? Ricordiamo che i debiti riguardano Suning, non il club nerazzurro. E infatti nel primo semestre della stagione 2023-2024 (i conti del secondo semestre usciranno a fine giugno) risulta un utile netto consolidato di circa 22 milioni di euro, per un aumento intorno al 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente grazie anche alle cessioni di Marcelo Brozovic all’Al-Nassr e di André Onana al Manchester United. Alla presentazione del bilancio, ovviamente, il presidente Steven Zhang era in video collegamento da Nanchino.

Al 31 dicembre 2022, va ricordato, risultava una perdita netta pari a 63,5 milioni. Anche i ricavi risultano in aumento: +34,6%, a 265,4 milioni di euro. Spinta dovuta, oltre che alla crescita delle entrate di diverso tipo, tra operazioni di mercato,  diritti tv, matchday e sponsor, soprattutto agli incassi da stadio, che nell’anno precedente, stesso periodo, erano venute meno a causa del mondiale del Qatar.

V come valore

Quanto vale l’Inter oggi? Zhang più volte ha ribadito la sua personale valutazione tra 1,2 e 1,3 miliardi di euro, cifra al di sotto della quale non avrebbe mai accettato di vendere dopo aver pagato la maggioranza a circa 700 milioni, nel 2016. Un’altra notizia interessante è che l’imprenditore cinese incasserà diverse centinaia di milioni di euro nel passaggio di proprietà, al contrario di Yonghong Li con il fondo Elliot.

Zhang infatti, nell’atto della costituzione del pegno sulla totalità delle azioni di Great Horizon concesso da Suning in favore di Oaktree, a fronte del prestito di 275 milioni di euro (scaricabile gratuitamente dalla Camera di Commercio di Hong Kong) emerge che l’appropriazione dei beni dati in pegno dal creditore viene preceduta da una stima all’equo valore di mercato dei beni. Se il valore risultasse superiore all’ammontare credito vantato da Oaktree, esso rimborserà Suning della parte eccedente. Tra debito con il fondo Usa, valore del club e impegni finanziari, Zhang dovrebbe mettersi in tasca tra i 200 e i 300 milioni di euro.

Z come Zhang

Ma anche come zeta. La fine. Steven Zhang è lo pseudonimo di Zhang Kangyang. Classe 1991, nato a Nanchino, è stato il presidente più giovane della storia dell’Inter, a soli 27 anni. Appena quindicenne si è trasferito negli Usa dove ha frequentato la Mercersburg Accademy, college della Pennsylvania. Dopo la laurea ha lavorato per Morgan Stanley e Jp Morgan, banche d’investimento, sia negli Stati Uniti, sia a Hong Kong, sempre nella divisione Ipo. In seguito è entrato nel gruppo Suning, assumendo la presidenza di Suning International, divisione internazionale di Suning Holdings Group.

Nel club nerazzurro è entrato nel Cda con altri 4 dirigenti del gruppo cinese, per poi diventare presidente nel 2018. Un anno dpo è stato eletto nel board dell’European Club Association (Eca), diventando il primo cinese a farne parte. Si dimette nel 2021, in seguito al progetto della Superlega calcistica europea. Lo scudetto vinto con Antonio Conte in panchina è il primo di una proprietà straniera nel campionato italiano.

Il Presidente Sergio Mattarella con l’ex presidente dell’Inter, Steven Zhang

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